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July 10 Feria di San Fermin (Pamplona) Dopo sei mesi di residenza in Spagna (Madrid) sto cominciando a capire meglio la cultura e tradizione del 'toro' e pur non giustificando affatto lo spettacolo della corrida, posso comprendere meglio l'emozione, l'adrenalina, la follia che c'è nel vedere un torero sfidare un toro o come nel caso di Pamplona, nel farsi inseguire da un gruppo di tori da 500kg ciascuno per le strade del paese correndo il rischio di essere incoranto (è raro che qualcuno muoia ma è molto frequente che ci scappino feriti anche gravi). Ma non si può capire il fenomeno senza conoscere il contesto in cui tutto ciò avviene, senza conoscere la centenaria tradizione dell'allevamento del toro, dell'impatto e dell'influenza che ha anche sull'economia del paese e sul bilancio familiare di molte famiglie soprattutte delle cittá più piccole, tale da trasformare il toro in un animale quasi 'sacro'. San Fermin che si svolge da centinaia di anni a Pamplona nella comunitá di Navarra è solo una delle tante feste che si celebrano in Spagna durante l'anno, ma è sicuramente quella che ha una maggiore visibilitá mediatica (anche internazionale). Dura nove giorni (e nove notti) a partire dall'inaugurazione (con il rito del Txupinazo), dove migliaia di persone attendono il lancio del 'choete' (razzo) dalla terrazza del comune (accalcati e inzuppati di vino con il loro 'pañuelo' rosso in mano) per proseguire con feste, celebrazioni al santo, riti e tradizioni di ogni genere e ovviamente con i famosi 'encierros' la cavalcata dei tori per le strade cittadine che avviene ogni mattina puntualmente alle 8 per tutti i giorni della 'feria di San fermin' (diventato uno spettacolo turistico ma che altro non è che una antichissima tradizione del lavoro de 'los pastores') Continuando a vivere in Spagna potrò forse un giorno a capire meglio ed chissá apprezzare la 'corrida' e l'uccisione del toro come spettacolo... per ora ancora non riesco a vederne il significato anche se in certo senso la corrida potrebbe essere considerata l'ultima possibilitá del toro di difendere la propria vita o morire comunque con onore e celebrazione (il destino dei tori è purtroppo comunque, come quello degli altri animali d'allevamento, morire ucciso in un mattatoio...) El Txupinazo http://www.youtube.com/watch?v=hVCmv6zIGyQ El cuarto Encierro: http://www.elpais.com/articulo/cultura/salvo/pitones/grandes/San/Fermin/elpepucul/20080710elpepucul_2/Tes Photogallery: http://www.elpais.com/fotogaleria/San/Fermines/2008/5628-6/elpgal/ San Fermin visto dall'Italia: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/09/pamplona.shtml http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/17/pamplona_foto_bambino.shtml May 26 Arrivederci Italia..Ho provato imbarazzo nello spiegare a turisti americani, spagnoli, giapponesi, inglesi come prendere il treno giusto dalla banchina giusta, dal momento che i suddetti cartelli 'scritti a penna' erano ovviamente solo in italiano... L'arrivo del treno (in ritardo) è stato agghiacciante, un treno vecchio e sporco, una residuato dei finanziamenti per i mondiali del 1990 (sono passati oramai quasi venti anni da allora ma neanche i finanziamenti avuti dalla città di Roma per il giubileo del 2000 sono serviti per una ammodernamento delle ferrovie). A bordo del treno un messaggio sonoro, dopo un doveroso benvenuto, sottolineava come fosse obbligatorio obliterare il biglietto pena salate multe (ma le obliteratrici erano per lo più rotte), il messaggio proseguiva poi con l'informazione sulla durata di partenza e di arrivo... siamo partiti con 10 minuti di ritardo ed arrivati con 25 minuti di ritardo rispetto a quanto annunciato...
Ma bisogna vedere positivo anche nelle cose negative, questo tempo sul treno mi è servito per leggere un quotidiano (Il Corriere Della Sera) e farmi un'idea di cosa è attualità in Italia in questo periodo:
Meno male che siamo arrivati a Termini ed ho smesso di leggere il giornale... L'accesso alla metropolitana non è stato da meno, vagoni vecchi, sporchi e sovraffollati... ...
Il ritorno all'aeroporto non è stato diverso dall'andata ma almeno non c'è stato ritardo.. mi chiedo però perchè ho dovuto pagare 12€ (all'andata 11€)... forse perchè il biglietto (per evitare una fila alla biglietteria) l'ho dovuto comprare direttamente al binario da un controllore delle Ferrovie Dello Stato che in qualche modo deve essere 'compensato' per il suo duro lavoro... mah!
Arrivederci Italia.. April 11 Fotodenuncia on-line di GreenPeace (Spagna)Una iniziativa di GreenPeace 'Spagna' per denunciare il degrado dell'ambiente attraverso l'invio di foto e la localizzazione su Google Maps.
Una forma efficace per creare una 'mappa' della degradazione ambientale:
Con la speranza che anche in Italia ci si attivi per sostenere un simile progetto
March 17 Tibet: Amnesty International chiede indagine delle Nazioni Unite“Le autorità cinesi devono consentire lo svolgimento di un’indagine indipendente delle Nazioni Unite su quanto sta accadendo in Tibet, soprattutto alla luce della chiusura della regione e delle permanenti restrizioni alle attività degli osservatori sui diritti umani. La situazione in Tibet merita l’attenzione del Consiglio dei diritti umani, la cui sessione è attualmente in corso” – ha dichiarato Amnesty International. L’organizzazione per i diritti umani chiede al governo cinese di esercitare moderazione di fronte alle proteste, fornire complete informazioni su tutte le persone arrestate a Lhasa e in altre zone del Tibet la scorsa settimana e rilasciare tutti coloro che sono in carcere per aver espresso in forma pacifica le proprie idee e aver esercitato il diritto alla libertà d’espressione, associazione e riunione. Secondo Amnesty International, le autorità cinesi devono affrontare le ragioni che sono alla base delle rivendicazioni del popolo tibetano, frutto di politiche governative decennali: l’esclusione dai benefici dello sviluppo economico, le limitazioni alla pratica religiosa e l’attacco alla cultura e all’identità etnica. Le proteste sono scoppiate lunedì 10 quando circa 400 monaci hanno marciato dal monastero di Drepung verso Lhasa, chiedendo la fine della campagna governativa che costringe i monaci ad abiurare il Dalai Lama e a subire propaganda politica. Oltre 50 di loro sono stati arrestati nel corso della marcia. I monaci di altri monasteri sono scesi in strada chiedendo la scarcerazione degli arrestati. Le proteste hanno dato vita a disordini a Lhasa e in altre zone del paese. La polizia e i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni, hanno assalito i dimostranti e hanno esploso proiettili nel tentativo di disperdere la folla. Venerdì le proteste a Lhasa hanno assunto un carattere violento. Fonti ufficiali cinesi hanno annunciato la morte di 10 persone, per lo più uomini d’affari di Lhasa. Voci non confermate hanno riferito di un numero maggiore di vittime. A Lhasa vige il coprifuoco e i negozi sono chiusi. La città è stata isolata tramite posti di blocco, mentre il centro è presidiato da veicoli blindati e mezzi della polizia. Le forze di sicurezza hanno anche circondato tre importanti monasteri di Lhasa, costringendo i monaci a serrarsi all’interno e picchiando chi tentava di uscire. I monaci del monastero di Sera hanno iniziato uno sciopero della fame per costringere i militari cinesi a sciogliere l’assedio. Proteste pacifiche di tibetani si sono svolte anche in Nepal e in India. Qui, dimostranti che intendevano marciare verso il confine cinese sono stati fermati e arrestati. A Kathmandu, la capitale nepalese, le manifestazioni sono state sciolte con violenza e alcune persone sono state trattenute in carcere per breve tempo, picchiate e sottoposte a ulteriori maltrattamenti. FINE DEL COMUNICATO http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS36-2008.html Roma, 17 marzo 2008 Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it December 29 News letter di Emergency n. 49 - Anno 2007
December 27 UNICEF e-news: The tsunami, three years on
December 18 La povertà è una minaccia per la paceVIDEO: http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/video/yunus.wmv (durata 11min 58")
Mohammed Yunus: la lezione di etica del Nobel per la Pace
(Discorso alla cerimonia di assegnazione del Premio Nobel 2006 per la Pace)
"Tutti coloro che hanno contratto prestiti alla Grameen Bank celebrano oggi questa giornata come il giorno più memorabile della loro vita. Sono riuniti intorno agli apparecchi televisivi nei più piccoli villaggi del Bangladesh con i loro vicini proprio per vedere in diretta questa cerimonia. Oggi questo premio dà dignità e onora centinaia di milioni di donne che in tutto il mondo lottano giorno dopo giorno contro la povertà per dare un futuro migliore ai loro figli. E questo per loro è davvero un momento storico.
Consegnandoci questo premio il comitato norvegese per il premio nobel ha fornito un sostegno fondamentale alla nostra proposta. La pace è strettamente legata alla povertà e la povertà è una minaccia per la pace. Il millennio era cominciato con un grande sogno. I leader mondiali si erano riuniti alle Nazioni Unite nel 2000 e avevano adottato, fra l’altro, una proposta fondamentale per ridurre la povertà del 50% entro il 2015; mai nella storia umana si era registrato un obiettivo così coraggioso che era stato definito nella misura e nei tempi. Poi è arrivato l’11 settembre, la guerra in Iraq, e subito il mondo è stato dirottato nel perseguimento di questo obiettivo, perché l’attenzione dei leader mondiali si è spostata dalla guerra alla povertà alla guerra al terrorismo. Oltre 530 miliardi di dollari sono stati spesi per la guerra in iraq soltanto dagli Stati Uniti. Credo che il terrorismo non possa essere sconfitto con un’azione militare, dobbiamo affrontare le cause alla base del terrorismo. E credo che impiegare risorse per migliorare la vita dei più poveri è una strategia migliore di quella di investire in armamenti. La pace deve essere compresa in modo umano, in quelle che sono le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche. La pace è minacciata da un ordine ingiusto a livello economico, sociale e politico, dall’assenza della democrazia, dal degrado ambientale e soprattutto dal non rispetto dei diritti umani. La povertà è l’assenza di tutti diritti umani. Le frustrazioni, l’ostilità, la rabbia che vengono generate da una povertà abbietta non possono sostenere la pace in nessuna società. Perché creare la pace vuol dire trovare le modalità migliori per dare alle persone l’opportunità di vivere una vita dignitosa. La creazione di opportunità per la maggior parte delle persone, i poveri quindi, è il cuore del lavoro a cui ci siamo dedicati negli ultimi trent’anni. Mi sono occupato della povertà non come politico, o come ricercatore. Me ne sono occupato proprio perché la povertà era intorno a me, e non potevo girare lo sguardo dall’altra parte. Nel 1974 mi risultava difficile insegnare teorie eleganti di economia a livello universitario sullo sfondo di una terribile carestia in Bangladesh. La prima cosa che ho fatto è cercare di convincere la banca vicina alla mia università a prestare i soldi ai poveri, ma non ha funzionato. La banca mi diceva: ma i poveri non sono solvibili. E allora dopo tutti i miei sforzi, dopo mesi e mesi, dopo questo fallimento, mi sono offerto come garante per i prestiti ai poveri. E sono stato stupito dal risultato. I poveri pagavano sempre, sempre i loro debiti! ---------------------------------------------------------------------------------- Oggi la Grameen Bank dà prestiti a circa 7 milioni di poveri, il 97% dei quali sono donne, in 73.000 villaggi del Bangladesh. Questa idea che è cominciata a Jobra, un piccolo villaggio del Bangladesh, si è poi diffusa in tutto il mondo e adesso ci sono tanti programmi, tipo quelli della Grameen Bank, praticamente in tutti i paesi del mondo. Sono passati trent’anni da quando abbiamo iniziato la nostra attività. Continuiamo a considerare come molto importanti i figli di coloro che hanno inizialmente contratto prestiti con noi, perché vogliamo che abbiano una vita davvero dignitosa per il futuro. Le donne che hanno contratto prestiti da noi hanno sempre dato importanza ai loro figli e una delle 16 decisioni che abbiamo elaborato è stata proprio quella di seguirli a scuola. Molti di questi ragazzi adesso sono i primi della classe, e vogliamo ricordarlo. Abbiamo anche adottato un programma di borse di studio per studenti di grande talento e adesso eroghiamo 30000 borse di studio l’anno. Molti di questi ragazzi oggi sono diventati dottori, ingegneri, insegnanti, professionisti; abbiamo quindi erogato molti prestiti agli studenti, proprio perché potessero completare i loro studi. Adesso alcuni di loro hanno addirittura un dottorato.
Stiamo creando davvero una nuova generazione, che domani avrà tutte le possibilità per togliere dalle grinfie della povertà le proprie famiglie. Vogliamo spezzare questo circolo vizioso della povertà. ---------------------------------------------------------------------------------- Il capitalismo si concentra sul libero mercato. Si dice spesso che più è libero il mercato, meglio il capitalismo riuscirà a risolvere queste questioni di lotta alla povertà. E si dice anche che la ricerca individuale di vantaggi a livello personale può dare anche dei risultati ottimali a livello collettivo. Io sono per il rafforzamento della libertà del mercato ma nello stesso tempo non sono soddisfatto di quelle che sono le restrizioni concettuali che vengono imposte agli operatori del mercato. Questo si basa sull’assunto che gli imprenditori siano degli esseri umani unidimensionali, che si dedicano soltanto a una missione nella loro vita: quella di massimizzare i profitti. L’impresa sociale sarà un nuovo tipo di attività che sarà introdotta sul mercato con l’obiettivo di fare la differenza a livello mondiale. Gli investitori nelle imprese sociali quindi potranno riavere il loro investimento, ma non riceveranno dividendi dalla loro società, perché questi profitti verranno reinseriti all’interno della società per espandere la sua attività e migliorare la qualità di prodotti e servizi; quindi questa impresa sociale sarà non un’attività in perdita, ma solo un’attività che non darà dividendi.
I giovani di tutto il mondo, soprattutto nei paesi ricchi, potranno trovare questo concetto di impresa sociale particolarmente appetibile, in quanto darà loro la possibilità di fare la differenza, usando il loro talento creativo. Molti giovani oggi si sentono frustrati, perché non vedono nessuna impresa degna di questo nome, che li possa stimolare all’interno del mondo capitalistico. Il socialismo aveva dato loro un sogno da combattere, un sogno da realizzare. Oggi i giovani sognano ancora di realizzare un mondo perfetto. Queste imprese affrontano proprio quelle che sono le preoccupazioni vitali del genere umano e possono cambiare la vita del 60% della popolazione mondiale, possono aiutarli a sfuggire alla povertà. Io sostengo la globalizzazione, credo che possa dare notevoli vantaggi ai poveri rispetto a molte altre alternative, ma deve essere il giusto tipo di globalizzazione, la globalizzazione non deve essere imperialismo finanziario. La Grameen Bank mi ha dato una fede incrollabile nella creatività del genere umano, e mi ha permesso di credere che gli esseri umani non sono nati per soffrire la miseria della povertà e della fame. Per me, i poveri sono come degli alberi bonsai. Non c’è niente di sbagliato nel loro seme, semplicemente la società non ha dato loro la possibilità di crescere di più; tutto quello di cui hanno bisogno quindi è un terreno fertile. E una volta che i poveri potranno dare pieno corso alla loro energia e creatività, la povertà scomparirà molto rapidamente.
E allora uniamoci per dare al genere umano la possibilità di dare libero sfogo alla loro energia e alla propria creatività." Prof. Muhammad Yunus, founder of the Grameen Bank.
[PREMIO NOBEL PER LA PACE 2006]
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October 13 Quando verrà il momento...Quando verrà il momento,
Cercati una donna che sappia amarti Almeno in misura pari alla tua. Non pretendere che sia perfetta Ma che stia almeno dalla tua parte Se fiducia, rispetto e stima, Che tu avrai mostrato di saper meritare, Le avranno suggerito il suo posto.
Cercala che sappia credere innanzitutto Alla tua buonafede E all'onestà dei tuoi intenti Quando tu farai riferimento ad essi, E sappia essere tua complice e non rivale, Per capire la tua sconfitta Invece di rimproverartela Per potersene avvantaggiare.
Cercala che non sminuisca la tua vittoria Ma si esalti per essa Nella consapevolezza che appartiene ad entrambi. Che non si arroghi il diritto di giudicarti Quando tu non hai mai preteso Di diventare il suo giudice, Che rinunci a conservare la memoria dei tuoi errori Quando tu avrai mostrato Di saper dimenticare i suoi.
Cerca una donna che non ritenga Che tutto le sia dovuto Solo per avere intuito che tu per primo Saresti disposto ad offrirle tutto, Che non si sottragga al sacrificio Quando esso toccherebbe ad entrambi, Che non ti chieda mai di compiere Quanto ripugnava alla tua coscienza O al tuo orgoglio E che domani sarebbe persino disposta A rinfacciarti.
Cercala che conservi alcuni principi solidi E qualche ideale E non sia pronta a sacrificarli Al compromesso o alla moda. Che, anche se non sarai tu stesso a chiederlo, Non esiti a restarti accanto Quando il mondo vorrebbe lasciarti solo Per aver sfidato l'impopolarità e il conformismo Tenendo fede a ciò in cui credi. Cercala che impari a sorridere di se stessa Ma abbia in serbo anche un uguale sorriso Per le bizzarrie della vita. Che conosca il rispetto dei sentimenti e delle idee Anche quando le sarà difficile condividerle. Che non usi il tuo desiderio come una debolezza Dalla quale trarre profitto, E non gestisca la sua bellezza come un capitale Destinato a produrre interessi.
Cercala che non ti induca alla simulazione Perchè incapace di accettare la tua verità. Che sappia trovare la forza di sostenerti nel dubbio Quando intorno a te ogni certezza sarà caduta, Cercala, insomma, che sia disposta a fare Ciò che tu non esiteresti a compiere, In ogni istante della tua vita, per lei.
Cerca una donna che sappia riconoscere Nei tuoi gesti l'amore Quando tu avrai mostrato di saper fare altrettanto. Che sappia scoprire nel silenzio del tuo sguardo Tutto cio' che stavi tentando di dirle, Che conservi il ricordo Delle cose costruite insieme E di quando insieme riuscivate a sognare, E che di cio' sappia restituire anche a te La memoria, Perchè in essa non ritroverete solo La soddisfazione per il cammino percorso, Ma la forza per procedere ancora Lungo la strada da compiere.
Cerca una donna come questa, Anche quando ti coglierà il sospetto Che non dovesse esistere, E quando l'avrai trovata E saprai di amarla Essendone tu stesso riamato, Allora fanne la madre dei tuoi figli, Figlio mio.
Vittorio Schiraldi - Natale 1995
July 10 Campioni del Mondo************** Campioni del Mondo *************
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